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Tra le numerose correnti artistiche che hanno investito gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, è impossibile non menzionare la optical art o op art. Un movimento d’arte astratta in cui giochi di forme e illusioni ottiche destabilizzano le percezioni con accorgimenti grafici capaci di stimolare il coinvolgimento di chi osserva. Le origini dell’optical art riconducono a movimenti artistici come il Neo-impressionismo, il Cubismo, il Futurismo e il Dadaismo. Si ritiene, tuttavia, che sia il Bauhaus ad aver influenzato maggiormente l’op art tramite le sue pratiche costruttiviste.

Op art: il fascino dei disegni optical

Negli anni Sessanta l’op art arriva quindi a contaminare la moda, trascinandola con sé in una spasmodica ricerca del nuovo, in un momento storico in cui quest’ultima è perseguita da generazioni di giovani. Nasce un ibrido fatto di arte cinetica e di motivi grafici che creano illusioni tridimensionali, con blocchi di colore altamente saturati o giochi in bianco e nero. Sono stilisti come Yves Saint Laurent, Mary Quant e Ossie Clark, insieme ad altri maestri del tessile, a portare questa corrente artistica nel mondo del fashion, non senza il contributo degli stessi artisti. Esponenti del movimento come Victory Vasarely, ad esempio, collaboravano con le stesse industrie tessili.

L’arte optical, la ricerca del nuovo e l’illusione

L’arte optical, da non confondere con la pop art, si è dispiegata su due decenni e, ad oggi, ricompare saltuariamente per mano di alcuni designer. Ciò che rappresenta questo movimento artistico ha a che fare con la ricerca del nuovo e con l’illusione: la corrente dell’optical art prende vita, infatti, in un’epoca di rivoluzione culturale, storica, religiosa, sessuale. Un approccio sempre più diretto nei confronti dei tabù rivela quindi un desiderio giovanile di destabilizzazione nei confronti delle percezioni e dei valori delle precedenti generazioni. Si cerca il nuovo, il non visto, il sogno, l’anticonformismo. L’arte, e così anche la moda, diventano strumento per sovvertire gli ordini, le norme, la società.

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