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Da tempo, grazie all’intervento di designer di fama mondiale, le calzature sono diventate anche oggetti d’arte, supporti su cui sfogare una nuova esaltazione creativa. Le scarpe con il tacco scultura rappresentano il punto d’incontro tra la moda contemporanea ed un’arte ibrida che vuole infrangere le barriere dettate dagli strumenti ordinari. A volte sacrificata o soppressa, la comodità lascia il posto a disegni che sovvertono l’equilibrio della calzatura: la scarpa col tacco non è più solo un mezzo utile a veicolare la sensualità e a valorizzare il corpo di chi la indossa, esiste per sé stessa, è autoreferenziale.

La scarpa-scultura e la sua dimensione artistica

Diversi artisti hanno deciso di offrire al mondo della scultura la propria interpretazione della scarpa col tacco, vista come oggetto a cui dare vita, a cui rendere omaggio tramite un’opera d’arte. Tra gli artisti in questione è necessario menzionare Kobi Levi, designer di Tel Aviv amante delle soluzioni tecniche innovative. Il suo successo è dovuto al design inusuale delle sue creazioni (tutte indossabili), che mirano a rappresentare oggetti, animali e persone in modo stilizzato. Molto prima di lui, tra gli anni ‘20 e i ‘50, André Perugia ha avuto enorme successo con creazioni della medesima tipologia. Anche i sandali scultura di Alexander McQueen e di Kanye West sono conosciuti universalmente: la calzatura è utilizzate come supporto su cui sfogare il proprio estro, da stravolgere e da portare fuori dall’ordinario. Il tacco, elemento funzionale, si priva quindi della classica dimensione verticale, diventa cavo, trasparente, rotondo, obliquo, assume forme e identità oppure, più semplicemente, si impreziosisce con decorazioni e pattern. Il sandalo scultura ha un’identità trasversale: è moda, arte, design, architettura.

La riqualificazione delle scarpe da donna

La scarpa da donna ha, in alcuni casi, perso il proprio ruolo di capo d’abbigliamento: artisti come Maurizio Cattelan, Willie Cole, Tony Capéllan, Aoi Kotsuhiroi utilizzano infatti la calzatura non come supporto da arricchire, ma come soggetto, materiale o strumento. L’esposizione di Graziano Spinosi, ad esempio, include scarpe realizzate da eminenti artisti e designer in materiali tra cui piombo, ferro o, come quelle di Le Corbusier, cemento armato. Queste calzature testimoniano luoghi, momenti storici e avvenimenti mediante l’uso della materia, alludendo alla calzatura solamente nella forma: le creazioni raccontano la storia di chi, nella dimensione dell’opera, le avrebbe indossate. Willie Cole, invece, utilizza la scarpa come materiale grezzo per realizzare un’incredibile varietà di sculture rappresentanti animali, persone, oggetti di uso comune. Iconico il suo “Worrier”: creato in più colori e versioni, appare come un originale cameo del noto Pensatore.

Le interpretazioni di Vic Matié, A.S.98, Ixos e Fiori Francesi

Spazi negativi, metallo, pattern geometrici, materiali see-through: le proposte di alcuni designer italiani si distinguono per l’interpretazione essenziale e prêt-à-porter del tacco scultura. Non si eccede nella decorazione o nella stilizzazione dei soggetti, ma si gioca con l’ordine delle cose, con le direzioni, con lo spazio. Nelle collezioni di Vic Matié, ad esempio, sono spesso presenti i tacchi chunky traforati, attraversati da fibbie e listini in pelle. Anche la collezione Sculpturalism esterna il desiderio di uscire dal tracciato, proponendo mules classiche e spuntate con tacco parzialmente realizzato in plexi trasparente. Il design delle creazioni Vic Matié è innovativo, moderno e lineare: il brand osa, ma con misura, dando vita a calzature che disobbediscono alle regole, ma rimangono facilmente indossabili. Allo stesso modo anche A.S.98 gioca con gli spazi negativi, creando sandali e tronchetti in pelle con tacchi cavi in metallo più simili ad elementi architettonici. Infine l’interpretazione del tacco scultura di Fiori Francesi: la forma rimane intatta, a catturare l’attenzione il pattern geometrico black and white, che ancora una volta richiama un elemento architettonico o d’arredo. L’interpretazione di Ixos risulta ancor meno ostentata e allude al tacco scultura con linee e forme vagamente fuori dall’ordinario.

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